Ats Insubria accelera sui tamponi: alle Fontanelle un campo per effettuare sino a 3000 indagini al giorno
Grazie alla collaborazione della Protezione civile della Provincia, creati 4 punti tampone e 4 accettazioni. L'area permette di erigere sino a 12 postazioni, ma al momento manca il personale sanitario
Prove tecniche di grande emergenza. Da questa mattina, in località Fontanelle, nel territorio di Malnate, è attivo il campo della Protezione Civile dove Ats Insubria ha allestito il quartier generale dei tamponi.
In modalità “drive trough” , i pazienti arrivano in auto su appuntamento (fornito dalla stessa Agenzia sanitaria) e dopo l’accettazione si accodano in uno dei 4 punti tamponi attivi e sottoporsi all’esame.
La mattinata di oggi è stata di rodaggio per un sistema che, già dai prossimi giorni, diventerà pienamente operativo. L’intenzione è quella di raddoppiare gli attuali test eseguiti in via Rossi ma, nel momento in cui verrà reclutato personale sanitario, il campo di Fontanelle potrà crescere sino a 12 tensostruttura per una capacità di anche 3 o 4.000 tamponi al giorno.

Il punto più critico è proprio il personale: il responsabile organizzativo di Ats Insubria Marco Magrini ha avviato l’attività con i dipendenti di Ats ma allargherà presto alle Usca e ad altre realtà che possano fornire un prezioso contributo in questa fase in cui sta crescendo la richiesta. Il modello è quello del punto tamponi di Malpensa dove avevano collaborato i dipendenti di Ats Insubria ma anche di diverse aziende ospedaliere.
Tutte le provette vengono quotidianamente ritirate da un corriere che le porta in stazione Centrale a Milano per caricarle sul Freccia Rossa diretto in Campania. Entro 48 ore, ma in casi urgenti anche meno, i referti arrivano agli uffici dell’Ats e smistati agli utenti e al loro medico curante. Un meccanismo che, fino a oggi, è funzionato alla perfezione.
Decentralizzare il servizio in un’area ampia risolve il problema degli intasamenti che sono avvenuti nei giorni scorsi in via Rossi a Varese.
La sede della Protezione civile della Provincia di Varese offre quindi la possibilità di accogliere una quantità di auto nettamente superiore, assicura percorsi di entrata e suscita separati, ma garantisce anche, in caso, una cucina da campo e una zona mensa con le regole del distanziamento per gli operatori presenti.
Le tende utilizzate sono riscaldate e illuminate e così l’accettazione è possibile grazia al collegamento con la rete internet.
Il funzionario della Protezione Civile della Provincia di aree Antonio Della Ragione racconta come , tra sabato e domenica, si è creata la cittadella dell’emergenza che sarà a disposizione di tutta la provincia.
Il primo giorno è stato un avvio tranquillo, movimentato solo dai pianti dei bimbi più piccoli che faticano a sopportare l’esame. Questioni di momenti, alleggeriti dalle capacità delle infermiere: in quattro minuti il “pit stop” finisce e l’auto riprende la via di casa.





