Le proposte di emenadamenti dell’Uncem alla Legge di Bilancio
Le proposte di emenadamenti dell’Uncem alla Legge di Bilancio
Le proposte di emenadamenti dell'Uncem alla Legge di Bilancio
1. Fondo Montagna (Articolo 77)
La disposizione attualmente prevede il finanziamento del Fondo nazionale per la montagna di cui all'articolo 2 della legge 31 gennaio 1994, n. 97 per un importo di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021. La disposizione comporta oneri pari a 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021.
Uncem propone l’incremento del fondo a 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021.
2. Fondo aree confine (Articolo 76)
La disposizione attualmente prevede l’incremento del Fondo per la valorizzazione e la promozione delle aree territoriali svantaggiate confinanti con le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trentoe di Bolzano, di cui all’art. 6, comma 7 del decreto legge 2 luglio 2007, n. 81, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2007, n. 127, per un importo di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020 e di 15 milioni di euro per l’anno 2021. La disposizione comporta oneri pari a 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020 e di 15 milioni di euro per l’anno 2021.
Uncem propone l’incremento del fondo a 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020 e di 30 milioni di euro per l’anno 2021.
3. Fondo per i piccoli Comuni
Il "Fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli Comuni", previsto dall’articolo 3 della legge 158/2018 deve essere incrementato di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020, 2021.
4. Potenziamento Strategia nazionale per le aree interne
Uncem richiede l’incremento con ulteriori 100 milioni di euro l'autorizzazione di spesa "relativa agli interventi a favore dello sviluppo delle aree interne". Grazie a queste risorse, che portano la dotazione complessiva della SNAI a 381,18 milioni di euro, la Strategia potrà essere attuata in ulteriori 30 aree interne del Paese (portandole a 105 aree totali, per un totale di 1550 Comuni e di 2,5 milioni di abitanti perlopiù collocati nelle aree alpine e appenniniche del Paese).
5. Interventi sulla fiscalità nelle aree montane
Ai fini di agevolare gli imprenditori e gli esercenti nei Comuni totalmente e parzialmente montani, in attuazione all’articolo 16 della legge 97/1994, la determinazione del reddito Uncem Nazionale – Tel. +39064927251 – e-mail: uncem.nazionale@uncem.net Presidente Marco Bussone – e-mail: bussonemarco@gmail.com – cell. +393498599339
d'impresa per attività commerciali e per i pubblici esercizi con giro di affari assoggettato all'imposta sul valore aggiunto (IVA), nell'anno precedente, inferiore a 20.000 euro può avvenire, per gli anni di imposta successivi, sulla base di un concordato con gli uffici dell'amministrazione finanziaria. In tal caso le imprese stesse sono esonerate dalla tenuta di ogni documentazione contabile e di ogni certificazione fiscale.
Il Governo è delegato a individuare, a partire dalle 72 aree pilota della Strategia nazionale aree interne, le "zone franche montane" ove vengono adottate particolari misure e parametri per la fiscalità delle imprese.
6. Idroelettrico e territorio
Uncem ritiene urgente individuare nuovi criteri per le concessioni di grande derivazione d'acqua per uso idroelettrico.
Nella definizione statale dei criteri cui dovranno attenersi le Regioni e le Province autonome nell'attribuzione della concessione attraverso gara, nonché nella determinazione della durata della concessione, deve essere inclusa comunque tra i medesimi la necessaria considerazione degli interventi ritenuti necessari avendo riguardo all'offerta di miglioramento e risanamento ambientale del bacino idrografico di pertinenza, nonché alla compensazione ambientale per gli Enti locali interessati.
Deve dunque essere introdotto il principio della compensazione ambientale a favore dei territori montani e dei loro Enti locali far i criteri per la selezione della gara per l'attribuzione delle concessioni idroelettriche in sede di rinnovo.
7. IMU cat. D per i Comuni
Uncem ritiene fondamentale venga rideterminata la sovranità comunale in materia di versamenti IMU per gli immobili appartenenti al gruppo catastale "D", i cui proventi oggi vengono versanti direttamente allo Stato determinando un ammanco notevole alle casse comunali.
8. Bilanci degli Enti locali
I Comuni necessitano di norme di semplificazione nella gestione contabile, a cominciare dall'abolizione della contabilità economico patrimoniale e del consolidato per i piccoli Comuni e di maggiori margini per l'assunzione di personale. Servono procedure semplificate sugli appalti, per facilitare gli investimenti, ma anche una attenzione alle possibilità di spesa corrente dei Comuni così da garantire i servizi indispensabili ai nostri cittadini.
Uncem propone venga ridefinito il fondo di solidarietà comunale.
Devono essere ripristinati i 300 milioni di euro compensativi del passaggio da Imu a Tasi. Il problema del recupero riguarda oltre 1900 Comuni italiani.
9. Interventi per la semplificazione nei piccoli Comuni
Uncem richiede l’abrogazione dell’obbligo di dotarsi del Dup nei Comuni fino a 5.000 abitanti. L’obiettivo della programmazione pluriennale appare già sufficientemente garantito, per i Comuni più piccoli, dalla dimensione pluriennale del bilancio di previsione e non necessita di ulteriori strumenti programmatori che rischiano di ingenerare un eccessivo ed inutile appesantimento.
Uncem propone (secondo quanto previsto all’articolo 1, comma 737 della legge 28 dicembre 2015, n.208) di estendere la possibilità per i Comuni di utilizzare i proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni previste dal Testo Unico delle disposizioni in materia di edilizia di cui al DPR 380/2001, per spese di manutenzione ordinaria del verde, delle strade e del patrimonio comunale, oltre che per spese di progettazione delle opere pubbliche.
È inoltre urgente la revisione del sistema di tesoreria dei Comuni. Gli istituti di credito in molti casi imputano costi particolarmente elevati agli Enti locali, con un aumento della spesa non giustificabile a fronte delle operazioni eseguite dagli Enti e anche dei rischi in capo alle banche.
10. Centrale per la progettazione delle opere pubbliche (Articolo 17)
Devono essere preservate le attuali di iniziative degli Enti locali che in forma associata hanno già riorganizzato le modalità di progettazione, appalto e affidamento delle opere.
Sono presenti, a livello di Enti locali italiani, le adeguate competenze e professionalità relative alla pianificazione e alla progettazione delle opere. Devono piuttosto essere rafforzati con nuove assunzioni.
Uncem non ritiene necessaria la costituzione di una Centrale per la progettazione delle opere pubbliche, come attualmente previsto dall’articolo 17.
Si propone lo stralcio dell’articolo e l’istituzione di interventi per rafforzare le centrali di progettazione sovracomunale (a livello di Unione di Comuni e Unione montana di comuni), anche in deroga ai vincoli sulle assunzioni di personale tecnico specializzato.
11. Superamento del divario digitale (ampliamento e adeguamento dell’Articolo 19)
Si propone l’attivazione, all’interno del Mise, di una unità dedicata al superamento del divario digitale in concorso con il CoBUL.
Uncem propone l’introduzione di un fondo per la realizzazione di investimenti nelle aree montane per l’installazione di impianti radio-tv per ridurre il numero di persone (oggi troppo alto) che non hanno accesso ai canali televisivi in particolare del servizio pubblico.
Uncem richiede al Governo e al Parlamento l’attivazione di un tavolo permanente con gli operatori di telefonia mobile proprietari di impianti di trasmissione per il loro potenziamento in particolare nelle aree montane, bianche e "a fallimento di mercato". Uncem Nazionale – Tel. +39064927251 – e-mail: uncem.nazionale@uncem.net Presidente Marco Bussone – e-mail: bussonemarco@gmail.com – cell. +393498599339
12. Fondo per la prevenzione del dissesto idrogeologico (Articolo 16)
È istituito un fondo nazionale dotato di 2 miliardi di euro l’anno per 5 anni per interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico del territorio – con priorità alle aree montane – progettati e realizzati dagli Enti locali di concerto con le Regioni.
13. Ridisegnare l’Iva su beni e servizi sulla base di criteri ambientali e sociali
Il Governo è delegato ad adottare entro 180 giorni, su proposta del Ministero dell’Ambiente di intesa con il Ministero dell’Economia, un Decreto Legislativo al fine di ridefinire le aliquote IVA sui beni e servizi, a parità di gettito per lo Stato, attraverso parametri che permettano di distinguere l’impatto ambientale dei prodotti e il contenuto di carbonio fossile, l’utilizzo di materiali provenienti da recupero, riciclo o da agricoltura biologica o comunque da filiere locali certificate, di energia proveniente esclusivamente da fonti rinnovabili certificate.
14. Riduzione dell’Iva sul Pellet e altri prodotti
A partire dal 1° gennaio 2019 l’Iva sui seguenti prodotti è ridotta al 10%: pellet di legno di filiera territoriale certificata ai sensi delle norma UNI EN ISO 17225; biometano prodotto come da DM 2 Marzo 2018; prodotti realizzati interamente con bioplastiche biodegradabili e compostabili, con plastica proveniente dal riciclo; biciclette; autoveicoli elettrici, bici a pedalata assistita e mezzi per la micro mobilità; servizi di sharing mobility di biciclette, auto, scooter; attività di riparazione, recupero e vendita di beni usati.
15. Revisione dei canoni di concessione
Approvare una Legge quadro per le concessioni con l'obiettivo di stabilire, sulla traccia di quanto fa la Gran Bretagna per le attività estrattive, che i canoni siano mediamente pari al 20% dei prezzi di vendita finali.
Adeguare i canoni per le attività estrattive: dal primo gennaio 2019 è fissato un valore minimo in tutta Italia pari al 5% dei prezzi di vendita dei materiali estratti che andrà crescendo fino al 20% dei prezzi di vendita dei materiali cavati.
Adeguare i canoni per il prelievo di acque minerali. Dal primo gennaio 2019 è fissato un canone minimo pari a 20 Euro/m3 su tutto il territorio nazionale, che potrà essere articolato da parte delle Regioni e differenziato in funzione di obiettivi ambientali. Attualmente il canone medio è di 0,1 centesimi per litro, con questa proposta si passerebbe a 2 centesimi.
Le convenzioni di gestione delle autostrade devono essere affidate sempre tramite gara, con contratti di durata legati alla gestione e manutenzione dell’infrastruttura, stabilendo Uncem Nazionale – Tel. +39064927251 – e-mail: uncem.nazionale@uncem.net Presidente Marco Bussone – e-mail: bussonemarco@gmail.com – cell. +393498599339
inoltre che le risorse provenienti dai pedaggi autostradali siano destinate per metà alla manutenzione delle infrastrutture stradali e per metà alla realizzazione di nuove infrastrutture urbane di mobilità sostenibile.
16. Proposte in materia energetica
Comunità energetiche: in attuazione della nuova Direttiva europea di supporto alle fonti rinnovabili, il Governo è delegato a recepire nell’ordinamento italiano le indicazioni in materia di autoconsumo e di comunità energetica rinnovabili ai sensi degli articoli 21 e 22 della Direttiva. In particolare si dovrà aprire alla produzione e scambio di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili all’interno degli edifici, nei distretti produttivi e agricoli, tra i soci di comunità energetiche rinnovabili promosse da enti locali, attraverso reti private.
La realizzazione di infrastrutture di ricarica per le auto elettriche in aree private, beneficia di una detrazione fiscale del 50% delle spese in 10 anni.
Rendere possibile la circolazione in città dei mezzi di micro mobilità elettrica. Al comma 1 dell'articolo 50 del Codice della strada sono aggiunte, infine, le seguenti parole: «nonché i mezzi, concepiti per il trasporto di una sola persona di età non inferiore a sedici anni, dotati di sistemi di auto bilanciamento o motori elettrici, con una potenza massima di 300 watt e velocità massima di 25 km/h». Mezzi di micro mobilità elettrica e bici pieghevoli possono essere trasportati su tutti i mezzi pubblici.
17. Proposte per rilanciare gli investimenti
Prorogare Ecobonus e Sismabonus per la riqualificazione energetica e antisismica degli edifici fino al 31 Dicembre 2023. In modo da dare certezze al sistema di incentivi ora che si sono finalmente risolti i problemi tecnici di accesso agli incentivi e di cessione del credito. Creare una cabina di regia interministeriale per il coordinamento delle politiche per l’efficienza energetica in edilizia, il monitoraggio dei risultati, la consultazione degli operatori con l’obiettivo di accelerare gli interventi. Entro 6 mesi dovrà presentare una proposta di revisione degli incentivi per le ristrutturazioni edilizie che premi gli interventi sulla base delle prestazioni e energetiche e antisismiche raggiunte da sottoporre a consultazione pubblica.
Rendere detraibili le spese di classificazione e verifica sismica degli immobili per gli edifici posti in zone 1 e 2 di rischio sismico pari al 100% in due anni, per quelli posti nelle altre zone di rischio pari al 65%, per ciascuno degli anni dal 2019 al 2023 anche in assenza di interventi. Le spese per l’attestazione di prestazione energetica sono detraibili al 50% in due anni. Dal primo gennaio 2024 è obbligatorio allegare la classificazione sismica degli edifici negli atti di compravendita e nei contratti di affitto. Uncem Nazionale – Tel. +39064927251 – e-mail: uncem.nazionale@uncem.net Presidente Marco Bussone – e-mail: bussonemarco@gmail.com – cell. +393498599339
Istituire un fondo di garanzia a supporto delle spese per la riqualificazione energetica e antisismica degli edifici, a cui possono accedere proprietari di immobili ad uso residenziale e non residenziale, aziende dell’edilizia residenziale pubblica. Il fondo presso la Cassa depositi e prestiti, è finanziato con risorse pari a 100 milioni di Euro all’anno per ciascuno degli anni dal 2019 al 2023, allo scopo di garantire tassi di interessi ridotti e una parziale assicurazione ai crediti concessi dagli istituti bancari.
Dare strumenti ai Comuni per affrontare l’adattamento ai cambiamenti climatici. Istituire un fondo per l'erogazione di finanziamenti ai Comuni per l'elaborazione di piani e progetti di adattamento ai cambiamenti climatici e per interventi di manutenzione, riqualificazione e adattamento degli spazi pubblici e di allarme per la messa in sicurezza dei cittadini. Gli interventi dovrebbero riguardare in particolare le periferie, dove si stanno rivelando più rilevanti gli impatti economici e sanitari di piogge e ondate di calore per i problemi urbanistici e sociali. Lo stanziamento è pari a 200 milioni di Euro l'anno per ciascuno degli anni dal 2019 al 2023. Il fondo è istituito presso il Ministero dell'Ambiente che definisce i criteri di accesso e di valutazione dei progetti, la compartecipazione di risorse europee e regionali.
Completare l’anagrafe dell’edilizia scolastica. Sono stanziati 50 milioni di Euro da destinare alle spese di diagnosi sismiche e energetiche degli edifici. I criteri di accesso da parte dei Comuni saranno stabiliti con Decreto del MIUR che dovrà portare avanti un attività di monitoraggio in modo che entro il 2023 per tutte le scuole in zone 1, 2 e 3 di rischio sismico si disponga di informazioni attendibili e siano avviati gli eventuali lavori per la messa in sicurezza. Entro sei mesi il Miur presenta un piano per l’accelerazione degli interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio, che deve perseguire l’obiettivo di ridurre e semplificare le linee di finanziamento, dando priorità agli edifici in aree a rischio sismico 1 e 2, di spingere gli interventi che tengono assieme l’adeguamento sismico e il miglioramento delle prestazioni energetiche con precise prestazioni da raggiungere, di supportare i Comuni nelle attività di progettazione, accesso agli incentivi, realizzazione degli interventi, di eliminare le barriere al coinvolgimento di risorse private negli interventi nella riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico e nella gestione energetica.
(C.S.)





