Gli suonano il clacson e lui reagisce a bastonate: idraulico denunciato
Gli suonano il clacson e lui reagisce a bastonate: idraulico denunciato
Dopo aver minacciato di speronarlo prende a bastonate l'auto, idraulico 60enne infierisce contro un automobilista "colpevole" di aver suonato il clacson per invitarlo a far presto. Identificato dalla Polizia grazie alla targa del furgoncino, l'idraulico, che ha una lunghissima lista di precedenti, è stato denunciato.
I fatti sono accaduti il 7 ottobre scorso sulla Strada Statale dell’Alto Vergante. Il furgoncino procedeva lentamente già da un po’. Una situazione divenuta insostenibile, anche perché il conducente sembrava non avere alcuna intenzione di mettere giù il telefonino.
Così, l’automobilista segnalava col clacson il proprio disappunto e, poco dopo, sfruttando un tratto di strada più largo e con migliore visibilità, tentava di affiancare e superare il mezzo di lavoro.
Non l’avesse mai fatto: il furgoncino scartava e, muovendosi verso il centro della carreggiata, minacciava lo speronamento. Dopo avere costretto l’automobilista “a restare dietro”, il furgone rallentava fino a fermarsi, costringendo l’altro a fare altrettanto.
Era il momento della furia: il guidatore del furgone, un uomo sui 50/60 anni, infieriva con un bastone sul cristallo lato guida della vettura tentando al contempo di aprirne la portiera. Solo dopo essersi reso conto che la sua iniziativa era frustrata dalla sicura automatica, tornava sul suo mezzo per allontanarsi definitivamente.
All'automobilista non restava che denunciare l'episodio e segnalare il numero di targa. Alla Polizia di Stato il compito di risalire all’identità del guidatore violento.
La ricerca non è stata facile. Il mezzo, infatti, era intestato ad una donna senza precedenti di Polizia. Dal database, tuttavia, il suo nominativo risultava associato ad un vecchio controllo, di quelli che vengono fatti con cadenza quasi quotidiana sulle strade della provincia. In quella occasione, a bordo del veicolo, con la proprietaria, si trovava un uomo la cui età anagrafica sembrava compatibile con quella segnalata dall’aggredito.
Chiamato a riconoscere il sospetto dalle fotografie, la vittima del reato si mostrava dubbioso. Tutto da rifare.
Veniva sentita per sommarie informazioni l’intestataria del furgone la quale riferiva che, probabilmente, alla guida del veicolo c’era l’ex marito, P.F 60enne, titolare di un’azienda idraulica. Dall’archivio informatico risultava una lunghissima lista di precedenti per il nuovo sospettato: furto, porto di armi od oggetti atti ad offendere, associazione a delinquere, ricettazione, truffa, falsificazione di moneta, simulazione di reato, riciclaggio, atti persecutori, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, violazione di domicilio ed altri. La traccia sembrava promettente.
Nuovamente chiamato al riconoscimento fotografico, l’automobilista, stavolta, identificava l'aggressore poi deferito per i reati di violenza privata e danneggiamento.





