Lombardia sì, Lombardia no: nessun duello, ma un confronto aperto
Lombardia sì, Lombardia no: nessun duello, ma un confronto aperto
Sul passaggio del Vco alla Lombardia le parti restano distanti anche se il duello, o meglio lo scontro, non c’è stato. Qualche punzecchiatura sì, ma alla fine anche note di stima l’un per l’altro e la volontà di discutere ancora sul tema.
Intanto, avanti separati sulla proposta di passare sotto Milano . Con il Comitato che già sbandiera le 3 mila firme raccolte e il centrosinistra che non dice un secco no ma mette le mani avanti su cosa troveremmo in Lombardia e sulla colpe di questa provincia, intesa come territorio, nel non aver saputo farsi comunità.
Due note positive ci sono: la sala dell’Unione montana piena (almeno 150 persone) durante il dibattito e la conferma, arrivata dal vicepresidente regionale, Aldo Reschigna, che arriveranno più soldi alla Provincia attraverso i canoni idrici.
Un confronto tra le parti la serata, organizzata dall’associazione ‘’Ossola, porta d’Europa’’ . Da una parte Marco Bossi, segretario della Lega Nord a Domodossola; Valter Zanetta e Luigi Spadone del comitato Pro Lombardia. Dall’altra il presidente provinciale Stefano Costa, il vicepresidente regionale Aldo Reschigna e il segretario provinciale Pd, Pino Grieco.
Soddisfatto l’ex senatore Valter Zanetta per le 3 mila firme già raccolte ‘’con la gente che si ferma spontaneamente ai gazebo’’ . E politicamente contento del ‘’fallimento del referendum costituzionale che voleva cancellare le province: avrebbe tolto quello spazio di democrazia e libertà che oggi invece ci permette di fare un referendum’’ . Poi, un aggancio alla realtà locale: il rilancio di Veglia Devero che trova ostacoli proprio in Regione Piemonte, nonostante la convergenza positiva degli amministratori locali su questo progetto importante per il territorio.
Stefano Costa ammette la situazione in cui naviga la Provincia, vittima ‘’dell’incompiuta riforma Delrio che ha lasciato sul campo macerie’’. Ma conferma ‘’che non si sottrarrà alla richiesta di referendum , iniziativa che comunque vede un costo di 350-400 mila euro’’. Certo, aggiunge, ‘’dovremo valutare costi e benefici della proposta, anche se devo dire che Sondrio non ha problemi di bilancio avendo i soldi dei canoni idrici’’.
Che il Piemonte oggi non dà in toto al Vco.
I vantaggi di un passaggio alla Lombardia li elenca Luigi Spadone: bollo auto e addizionale irpef più basse, canoni idrici dati alle province, bonus benzina applicato alle province di confine, sanità che funziona e tariffe dei treni inferiori a quelle del Piemonte.
Mentre Pino Grieco ricorda che certi vantaggi Sondrio li ha ottenuti solo adesso e rilancia come sul turismo passare alla Lombardia significherebbe, per il Lago Maggiore, confrontarsi col forte comprensorio del Lago di Garda, mentre oggi siamo punto di forza in Piemonte. Poi conclude drastico: ‘’Comunque, periferia siamo e periferia resteremo’’.
‘’Le spinte autonomiste dell’Uopa contro il Torinocentrismo’’ vengono ricordate da Marco Bossi impegna a spiegare la posizione del suo partito: ‘’Mai andremo contro un referendum sentito dalla gente’’. Per ricordare infine che ‘’ci sono ragioni storico, sociali, geografiche ma anche economiche per il passaggio in terra lombarda’’.
Chiude Aldo Reschigna: ‘’Ho la sensazione ci sia un nesso tra questa iniziativa e le prossime elezioni – dice – . Il Vco ha sempre avuto un’enorme voglia di novità ma ho sentito solo riflessioni sul voler pagare meno tasse, ma non ho visto il progetto che dovrebbe garantire lo sviluppo del Vco. Non creiamo alibi, prima dobbiamo crescere noi come dimensione territoriale, come comunità del Vco. Dopo decideremo cos’è meglio per il Vco ’’. Confermando infine che ‘’la Regione non è in grado di dare17 milioni dei canoni ma che non sarà certo mantenuto l’attuale statu quo’’.





