Comitato di salvaguardia del san Bernardino: quella centralina non s’ha da fare
Comitato di salvaguardia del san Bernardino: quella centralina non s’ha da fare
VERBANIA – Sono 15 le osservazioni inviate in Provincia dal Comitato per la salvaguardia e lo sviluppo del torrente San Bernardino contro la centralina che una società privata vuole realizzare sul tratto di fiume sottostante il parco “La Gera”. “Osservazioni – così la portavoce, Marcella Zorzi, questa mattina in conferenza stampa – frutto del confronto con i progettisti. E’ bene precisarlo in risposta alle critiche lette su Facebook secondo le quali saremmo quelli che dicono solo e sempre di no”. “Alle ragioni di carattere generale – ha proseguito Zorzit – di difesa di un processo di trasformazione e riqualificazione partito dal basso che ha portato, nel corso degli anni, alla pista ciclopedonale dalla chiesa di Renco al ponte di Santino e al parco della Gera, se ne sono aggiunte altre specifiche maturate esaminando il progetto”.
L’assetto ambientale e paesistico cancellerebbe, con uno sbarramento messo per traverso, un assetto ambientale e paesistico “modellato” dal tempo, calamità comprese (la frana staccatasi dal Monte Rosso). Il terreno su cui sorgerebbe la centralina è fragile. Il progetto, inoltre, non sarebbe un affare dal punto di vista economico non potendo contare su incentivi. La produzione di energia elettrica sarebbe modesta, 91 kwh per 670 mila euro d’investimento. Non rispetterebbe i parametri dell’autorità di bacino del fiume Po. Il comitato contesta i progettisti che sostengono come l’impianto favorirebbe anziché ostacolale la risalita della fauna ittica per deporre le uova. La traversa, con l’aggiunta di una scala per la risalita dei pesci, intaccherebbe la continuità del fiume e impedirebbe la risalita ai grandi pesci migratori provenienti dal Lago Maggiore. Non sarebbe stata prevista l’ipotesi di piene in caso di precipitazioni piovose prolungate. Una lacuna che, per un torrente soggetto nel corso dei secoli a frequenti esondazioni, il comitato ritiene grave. I dati relativi alla portata massima ipotetica del fiume sarebbero insufficienti. La sponda sinistra non garantirebbe quel livello di protezione di cui parlano i progettisti. Priva di fondamento sarebbe anche l’affermazione secondo la quale l’opera verrebbe impostata su “un salto naturale”. Il progetto non spiega come verrebbe ricollocato il materiale di scavo. La qualità ecologica del San Bernardino peggiorerebbe.
“Chiediamo alle amministrazioni – ha concluso Zorzit – di essere favorevoli a quanto già deliberato, nel 1999, dal consiglio comunale di Verbania quando fu approvato un ordine del giorno favorevole alla creazione di un parco fluviale fino alla voce del Lago Maggiore e con decisioni più recenti quali l’inserimento di Verbania nel parco nazionale Valgrande”.





