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Province al tracollo e Governo assente, la proposta di Albertella e Porini: dimissioni di massa in tutta Italia

Province al tracollo e Governo assente, la proposta di Albertella e Porini: dimissioni di massa in tutta Italia

VERBANIA – Davanti al diritto dei cittadini a scuole e strade sicure, le Province hanno – allo stato attuale delle cose – una sola risposta: mancano i soldi, non possiamo farci nulla. Colpa delle “scellerate politiche di Governo e parlamento”, affermano i consiglieri provinciali della lista “Lago e Monti”: Giandomenico Albertella e Rino Porini. Scelte che hanno svuotato gli enti di identità e risorse, ma lasciato integre le competenze. Con una lettera aperta al presidente Stefano Costa e ai consiglieri provinciali, Porini e Albertella propongono le dimissioni in massa del consiglio. Una misura che se fosse adottata da tutti i Consigli delle 35 province in difficoltà (sulle 110 in Italia), costringerebbe il Governo a tenere conto delle istanze che arrivano dai territori, “dove la stessa specificità montana – chiosa Albertella – che per il VCO sembrava la panacea d’ogni male, s’è risolta in nulla”.    

LA LETTERA APERTA:

Caro Presidente, cari colleghi,

siamo giunti al mese di settembre , quindi verso l’ultimo trimestre dell’anno , senza aver ancora approvato il bilancio di previsione 2017 e, molto probabilmente, non saremo in grado di approvarlo per mancanza di risorse economiche che ne garantiscono il pareggio.

E’ ormai da qualche anno che la Provincia non svolge le attività minimali che consentano l’erogazione dei servizi fondamentali derivanti dai compiti istituzionali ad essa affidati dalle Leggi dello Stato, ma probabilmente, in tempi brevi, non saremo neppure in grado di garantire le spese obbligatorie per il funzionamento dell’Ente.

Non intendiamo ritornare nel merito delle scellerate scelte politiche adottate in questi anni dal Governo e dal Parlamento, Legge “Delrio” con l’elezione indiretta del Consiglio Provinciale e taglio drastico e continuo delle risorse economiche, e contestuale mantenimento di tutte le funzioni che le Province sono tenute a svolgere; il nostro parere già lo conoscete. Ma non possiamo continuare ad accettare le conseguenze di queste scelte le cui ricadute hanno provocato , in primis, l’impossibilità di eseguire le manutenzioni delle strade provinciali, a partire dalle pavimentazioni, dalla pulizie delle cunette e dello sfalcio delle erbe e, della loro messa in sicurezza, l’impossibilità di realizzare quegli interventi obbligatori ed essenziali per garantire il funzionamento in sicurezza degli edifici scolastici di competenza provinciale,  che significa sicurezza dei nostri figli.

Gli unici interventi di manutenzione delle strade sono realizzati dai volontari, a cui va il nostro ringraziamento , che si sostituiscono ormai abitualmente alla Provincia,  e , tra mille difficoltà, dai Comuni e dalle Unioni.

A proposito di “specificità montana” , abbiamo atteso a lungo, per evitare di essere tacciati di essere prevenuti, ma oggi possiamo affermare che, la tanto declamata “specificità montana” del VCO , annunciata come la panacea di tutti i mali, non ha portato alcun beneficio al nostro territorio ; ma se qualcuno dice che benefici ci sono stati e, solo noi non riusciamo a capire quali essi siano, lo spieghi alle nostre comunità con esempi concreti. Se riuscirete a dimostrarlo , saremo i primi ad essere soddisfatti ed a rivedere il nostro giudizio !

Neppure l’esito del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, che con la netta vittoria dei NO, ha democraticamente sancito la “sopravvivenza” delle Province, ha indotto , come logico e conseguente doveva essere,  il Governo ed il Parlamento ha stanziare le risorse economiche per permettere alle Province di espletare le proprie funzioni, prime fra tutte  STRADE E SCUOLE. E potremo dilungarci ancor più nel dettaglio nell’analisi delle ricadute negative causate da scelte politiche scellerate,  ma il tempo delle riflessioni e delle attese riteniamo che è finito. Servono azioni concrete.

Ci chiediamo , lo chiedono i cittadini  a ciascuno di noi, consigliere provinciale o Presidente : cosa ci state a fare in una Istituzione che, svuotata della sua identità istituzionale e delle risorse economiche , non può svolgere le proprie funzioni affidatele da Leggi dello Stato ? A qualsiasi richiesta di interventi necessari ed inderogabili, a partire da strade e scuole, di amministratori, di presidi e di cittadini,  la risposta è sempre : la Provincia non ha soldi e non può fare nulla.

A queste domande abbiamo cercato di darci qualche  risposta : potremmo dimetterci come atto di protesta individuale, ma cosa servono le dimissioni di due soli consiglieri ? Potremmo proporre a tutti colleghi consiglieri di dimetterci contestualmente : ma forse anche le dimissioni di un intero consiglio provinciale è ancora un azione , pur significativa, poco eclatante che porterebbe come unico risultato al commissariamento della sola nostra Provincia. Ma considerate che,  se servisse per garantire un efficiente espletamento delle funzioni istituzionali svolte dalla Provincia a favore delle nostre comunità, le nostre dimissioni sono a disposizione .

E allora le nostre riflessioni sono andate oltre e partendo dalle informazioni che Lei Presidente ci ha fornito, cioè che altre 30 – 35  Province italiane , su un totale di 110 , sono nelle nostre condizioni economiche, le proponiamo di contattare tutti i presidenti di queste province per proporre loro le dimissioni contestuali di tutti i rispettivi consigli provinciali.

Trenta o Trentacinque consigli provinciali che svuotati della propria identità istituzionale e delle risorse economiche lasciano la responsabilità del governo del proprio  Ente al Parlamento, al Governo ed al Ministero competente. Vengano loro, protagonisti delle scellerate scelte politiche, ad assumersi la responsabilità di dire alla gente non abbiamo i soldi per fare le manutenzioni delle strade, per realizzare gli investimenti che sono inderogabili per la sicurezza di chi le percorre tutti i giorni, per fare gli interventi di messa in sicurezza delle scuole. A ciascuno la propria responsabilità !

Queste sono alcune riflessioni ed una proposta che ci sentiamo in dovere di avanzare al Presidente ad ai colleghi consiglieri provinciali , pronti a discuterne, ad individuarne altre ,  e ad assumere decisioni condivise in un apposita seduta di Consiglio Provinciale o Assemblea dei Sindaci, per individuare insieme la strada migliore che consenta all’Ente l’erogazione dei servizi fondamentali e al tempo stesso, tuteli anche i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici , a partire dagli stipendi , che prima o poi,  rischiano di essere messi in discussione.

Restiamo in attesa delle vostre considerazioni, ma non  perdiamo altro tempo !

Con cordialità

Gruppo Consigliare “Lago e Monti”

I Consiglieri Provinciali

Giandomenico Albertella

Rino Porini

 

Via Confalonieri, 5

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Pubblicato il 18 Settembre 2017

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