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Scuole al via, organici ancora incompleti: mancano 300 insegnati di sostegno e decine di collaboratori

La denuncia di FLP Cgil

Scuole al via, organici ancora incompleti: mancano 300 insegnati di sostegno e decine di collaboratori La denuncia di FLP Cgil

VERBANIA – Ancora un anno scolastico che parte senza che la pianta organica delle scuole sia stata completata. “Nel VCO mancano almeno 300 insegnanti di sostegno (e 400 a Novara) nelle scuole di ogni ordine e grado per i quali abbiamo graduatorie non ancora definitive; decine sono poi le unità di personale Ata (amministrativi e collaboratori scolastici) ancora da nominare, cosa che metterà in difficoltà innanzitutto i piccoli plessi scolastici, obbligando le scuole a diminuire l’offerta formativa. Mancano inoltre insegnanti di materie specifiche, come matematica alle medie, ma anche lingue e lettere, e le materie d’indirizzo negli istituti superiori”. A tracciare il bilancio a quattro giorni dall’apertura delle scuole, è Luigi Nunziata segretario di FLC Cgil per Novara e il VCO. “Una situazione che sussiste malgrado gli sforzi dei dirigenti scolastici – precisa il sindacalista – è il ministero in ritardo, speriamo che comunque che la settimana prossima arrivino le prime convocazioni. E’ inevitabile che con questa situazione molte scuole partiranno con orari ridotti o col personale costretto a fare i salti mortali per assicurare il servizio. Tutto questo vuol dire che la piaga della supplenza non è stata debellata e che la riforma della ‘Buona scuola’ non è stata adeguata”. Le criticità maggiori – e questo in tutto il Paese – riguardano dunque gli insegnanti di sostegno: “Il ministero dovrebbe attivare corsi specifici per rispondere al bisogno e invece sono 7-8 anni che non se ne organizzano. Quello della formazione dei docenti – aggiunge Nunziata – è uno dei due nodi strutturali che rileviamo, l’altro è un piano d’assunzioni che renda giustizia ai precari, sottoposti a continue prove, fino allo sfinimento. In conclusione – chiosa il sindacalista – il ministero dovrebbe rendersi conto che le scuole cominciano il primo settembre, non l’unici. Per rispondere all’organizzazione non si può aspettare che i ragazzi arrivino in classe”.    

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Pubblicato il 07 Settembre 2017

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