Quantcast

La Lega Nord diventa Lega Salvini Premier, intervista a Roberto De Magistris

Sette domande all'ex consigliere regionale del Carroccio ed ex vicesindaco di Verbania, ora segretario regionale del Grande Nord

Il 4 agosto con la chiusura del tesseramento della Lega Salvini Premier di fatto termina l’esistenza della Lega Nord, il movimento fondato nel 1989 da Umberto Bossi. Matteo Salvini ha trasformato il movimento federalista e nordista in un partito sovranista e nazionale.

Abbiamo rivolto sette domande a Roberto De Magistris, ex consigliere regionale della Lega Nord ed ex vicesindaco di Verbania, ora segretario regionale del Grande Nord.

Da militante della Lega Nord degli inizi, qual è il suo stato d’animo dopo la “cancellazione” del movimento dall’anagrafe delle forze politiche? Ricordo che all’epoca della rottura sulla scelta di candidare Enrico Montani al senato dichiarò, cito a memoria, che l’ultima tessera sottoscritta era della Lega Nord non della Lega per Salvini premier…

La notizia che Salvini ha cancellato dall’anagrafe delle forze politiche la Lega Nord in un primo momento mi ha addolorato, poi in un certo modo mi ha fatto piacere, nel senso che finalmente è uscito dall’equivoco Lega Nord/Lega Salvini, equivoco non casuale ma convenientemente sostenuto, in qualche modo ha fatto chiarezza, ha gettato la maschera. Ora finalmente tutti gli elettori capiranno che il centralismo del movimento di Salvini, troppo posizionato a destra, non è più interessato alla questione settentrionale, anzi direi che è all’opposto, ora rilancia la necessità di realizzare il ponte sullo stretto di Messina. L’idea della Lega Nord già di Gianfranco Miglio e se vogliamo anche di Craxi, relativa al federalismo macro regionale, è stata tradita.

Per quanto mi riguarda, non ho mai avuto la tessera del partito di Salvini, l’ultima mia tessera è stata quella della Lega Nord, non faccio parte del gruppo dei nuovi Salviniani, non ho tradito l’idea originaria. Anzi penso che gli attuali ex leghisti ora Salviniani o non fossero leghisti neppure allora o sono solo opportunisti ora, …propendo per la seconda ipotesi.

Ha già avuto moto di precisare che la rottura personale con Montani, dopo 20 anni di amicizia personale, oltre che di militanza comune, è stata determinata dalla scelta di Alberto Preioni per la segreteria provinciale del Vco. Preioni che, dopo la sua uscita dalla Lega, è diventato commissario a Verbania e ha deciso le candidature per il consiglio comunale. Quali le ragioni politiche del dissenso sulla candidatura dell’attuale capogruppo della Lega per Salvini premier alla guida del Carroccio?

È vero, come dice Lei, in altre occasioni ho avuto modo di precisare che i primi attriti con Montani furono determinati dalla decisione di candidare alla segreteria provinciale Alberto Preioni in opposizione a Marcella Severino. Ritenevo semplicemente più adatta e soprattutto autonoma, Marcella, che usciva dall’esperienza di assessore in Provincia invece di Alberto Preioni. Nulla di personale con Preioni, ma a mio modo di vedere, data la sua evidente sudditanza da Montani, avrebbe lasciato ancora a Montani la gestione della politica provinciale nonostante il regolamento interno glielo impedisse. Addirittura Montani si attivò con una raccolta firme per far cadere Marcella, che era appena stata eletta, ma fu rieletta. Dopo le mie dimissioni, infatti, Preioni fu nominato commissario a Verbania e Montani alla fine ottenne quello che voleva, in altre parole avere la gestione di tutto e tutti. Proprio come il suo leader Salvini che continua con commissariamenti, armi perfette per mettere i propri subalterni nei posti chiave.

Ora che è fuori, dall’esterno, s’è fatto un’idea del perché a due anni, quando lei se n’è andato, la Lega a Verbania è ancora commissariata, e quella provinciale da ancora più tempo? Le arrivano dei “rumors” da chi è rimasto in Lega?

Ho in parte già risposto, alla seconda parte della domanda rispondo di sì, ho contatti frequenti con alcuni parlamentari che considero amici, anche se non approvo la loro scelta di rimanere in un partito che, a mio modo di vedere, ha tradito le origini, scelta determinata solo da opportunismo e dall’indennità di fine mese.

So che la domanda, fatta a lei, appare retorica, ma quanto di responsabilità politica della Lega ritiene ci sia nella sconfitta del centrodestra alle elezioni dello scorso anno a Verbania? Non ritiene che, in qualche modo, c’entri anche il non esaltante epilogo, chiamiamolo così, della finora unica giunta di centrodestra?

La domanda non è per nulla retorica credo sia ben evidente che le diverse dichiarazioni, spesso contrastanti fra i candidati e il loro candidato sindaco e una lista dove i leghisti erano veramente pochi, abbia influito notevolmente, fino alla chicca geniale di Preioni che annunciava fra il primo turno e il ballottaggio l’intenzione, in caso di vittoria, di privatizzare l’ospedale Castelli di Verbania. Penso anche che la presenza dell’ex sindaco Zacchera, dopo, come dice lei, il non esaltante epilogo della sua gestione, nonostante la mossa strategica sua e di Montani di non candidarsi abbiano influito sul risultato.

Si sente ancora con altri esponenti della diaspora leghista? Penso a Michele Marinello con cui ha rappresentato per 5 anni il Vco in consiglio regionale; a Luca Bona che ha dato vita al movimento Alpi; all’ex presidente Cota al quale, ho letto, rimprovera di non averla difesa quando è stato indagato per rimborsopoli. Pensa che ci sia spazio per un soggetto politico che rilanci la questione settentrionale o, almeno, l’autonomia dei territori che, per ciò che riguarda il Vco, sarebbe garantita dai canoni idrici? E’ dibattito di questi giorni…

Dopo una spiacevole incomprensione con Michele Marinello, persona che stimo, non ho più avuto alcun contatto. Con Luca Bona ci siamo visti in un paio di occasioni ma la sua scelta di sostenere a Verbania il candidato Sindaco della Lega non mi ha dato più motivi per incontrarlo. Mi capita di sentire Roberto Cota, anzi più che altro ci scriviamo, mi auguro che torni in politica, perché la politica ha bisogno di gente per bene e nonostante il fango e le bugie gettategli addosso Roberto Cota resta una persona per bene.

Per quanto riguarda la dichiarazione relativa alla mancata difesa della Lega, la dichiarazione è di Roberto Cota che nell’intervista si riferiva a Salvini e ai dirigenti della Lega, non del sottoscritto, che neanche volendo potrebbe, infatti al mio processo sono stati numerosi i leghisti che hanno testimoniato a mio favore, ricordo lo stesso Montani, l’attuale sindaco Paolo Marchioni e altri, ai quali sono riconoscente. Certo, Cota ha ragione, i vertici Lega non si sono mossi, anzi hanno approfittato della situazione per mettere in disparte i vecchi leghisti che non avrebbero condiviso le scelte autoritarie e nazionaliste di Salvini che così ha potuto fare indisturbato i propri interessi sfruttando il condenso della Lega Nord per riversarlo nella Lega Salvini Premier ingannando in qualche modo gli elettori.

Per quanto riguarda la seconda domanda relativa allo spazio politico lasciato dalla Lega per me la risposta è facile, chi lo colma c’è già, si chiama Grande Nord, il partito dei veri leghisti della prima ora, dei federalisti, di quelli che non ambiscono alla “cadrega” a tutti costi ma credono nei propri ideali, anche a scapito della carriera politica, di quelli che non tradiscono, di quelli che hanno rispetto di se stessi, partito per il quale mi onoro di esser stato nominato responsabile per il Piemonte.

Come giudica la posizione dela Lega per Salvini premier sull’ospedale nuovo, non più unico, e sulla privatizzazione del Castelli sulla quale, fino all’emergenza Covid, insistevano Montani e Preioni, ventilando addirittura i nomi di possibili partner?

Come giudico la posizione della Lega Salvini Premier (ricordo a tutti che in Italia non esiste la carica di Premier, al massimo di Presidente del Consiglio) sull’ospedale? Affermare che l rappresentanti della Lega Salvini Premier…ops, presidente del consiglio, abbiano un’idea sulla questione mi sembra azzardato, direi che a seconda del campanile i dirigenti hanno un’idea diversa che cambia a seconda dell’umore di quel giorno.

Penso che un’ospedale unico, SE DI ADEGUATE DIMENSIONI, CON TUTTI I REPARTI NECESSARI, IN AREA FRUIBILE AGEVOLMENTE DA TUTTI, QUINDI BARICENTRICA possa soddisfare meglio il bisogno di salute dei nostri concittadini, ma quanto proposto fin’ora non mi sembra vada in quella direzione. La privatizzazione non mi spaventa, quando convenzionata spesso funziona meglio del pubblico, ma fare addirittura i nomi dei possibili partner’s mi sembra azzardato, mi insospettisce e mi preoccupa.
Come diceva qualcuno prima di Andreotti “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”

C’è qualche argomento non toccato dalle precedenti domande sul quale desidera esprimersi?

Sì, c’è un argomento che mi sta a cuore, una lamentela, molto personale ma non solo; tutti i quotidiani a suo tempo riportarono la notizia che ero indagato per rimborsopoli, poi assolto in primo grado, poi condannato in secondo grado, poi in Cassazione (perché non mi sono arreso) la condanna in secondo grado è stata confermata, ma dopo che la Cassazione mi aveva dichiarato condannato mi è stata comunicata la notizia che il mio nome era stato inserito PER ERRORE nell’elenco dei condannati, mentre il giudizio di condanna del secondo grado, nel mio caso, era stato annullato.

Quindi al momento sono assolto per non aver commesso il fatto. La lagnanza sta nel constatare che la notizia della mia assoluzione non l’abbia ripresa quasi nessun quotidiano.

Via Confalonieri, 5

Castronno

Tutti gli eventi

di luglio

Pubblicato il 11 Agosto 2020

Segnala Errore