Panza (Lega): “Ininfluente la sentenza della Corte Costituzionale sull’obbligo del 60% dei canoni idrici ai territori”
“Checché ne dicano alcuni esponenti del Pd la legge piemontese avrà delle ricadute locali economiche importantissime”
“La Corte Costituzionale blocca l’obbligatorietà dei trasferimenti dalle regioni alle province? Ne prendiamo atto. Intanto nelle Regioni governate dalla Lega e dal centro-destra si provvederà a fare in modo che questi canoni aggiuntivi vengano comunque trasferiti ai territori, perché da una parte abbiamo chi dei territori si prende cura nella sostanza e nella concretezza, mentre dall’altra parte abbiamo chi nei territori pontifica sempre ma senza ricadute – commenta così l’europarlamentare e Responsabile politiche aree montane della Lega, Alessandro Panza, la sentenza n. 155/2020 espressa ieri dalla Corte Costituzionale in merito all’articolo 11-quater del decreto-legge 14 dicembre 2018 n.135 ‘Semplificazioni’.
“La Regione Toscana -prosegue l’europarlamentare ossolano- ha presentato ricorso perché ritiene di trattenere presso di sé tutti i canoni, la Regione Lombardia, per esempio, intende invece distribuire le risorse sui territori. Si tratta di due politiche antitetiche, una basata sul centralismo regionale che vuole allontanare le risorse dagli stessi territori che le generano, l’altra sul principio sussidiario che conferisce risorse e benefici ai territori che ospitano gli impianti”.
“Checché ne dicano alcuni esponenti del Pd la legge proposta dalla Lega piemontese avrà delle ricadute locali economiche importantissime e il fatto che si evidenzino alcune criticità invece di prendere atto della sua bontà la dice lunga sull’attenzione che questi politici hanno per il territorio” conclude il Responsabile politiche aree montane della Lega.





