Melania Mazzucco vince lo Stresa 2020 con L’Architettrice
Assegnato a Erica Gibogini il Premo Gianfranco Lazzaro
Va a Melania Mazzucco, per “L’Architettrice” (Einaudi), l’edizione 2020 del premio Stresa di Narrativa. Un omaggio a Plautina Bricci, primo architetto donna della storia d’Italia (1616-1705). Sua, tra l’altro, è la Villa del Vascello, distrutta dalle truppe del generale francese Oudinot nel 1849 nella battaglia conclusa con la caduta della Repubblica Romana.
“La biografia di questa donna – ha detto l’autrice rispondendo alle domande di Orlando Perera – è anche un omaggio ad una pagina ingiustamente dimenticata del Risorgimento, quello democratico che ha visto la partecipazione popolare dietro i volontari di Garibaldi”. Mazzucco, pur rimanendo sempre in testa, ha vinto una gara equilibrata. Inizialmente a tre, con Giorgio Fontana (Prima di noi, Sellerio) e Alberto Schiavone “Dolcissima abitudine”. Alla fine ha prevalso con 29 voti su Fontana (22) e Schiavone (16). Più staccati Viola Di Grado (Fuoco al cielo, La Nave di Teseo, 9 voti) e Paolo Di Stefano (Noi, Bompiani, 7 voti).
Due i premi speciali: la targa intitolata al defunto presidente del Premo Gianfranco Lazzaro a Erica Gibogini per “Rose bianche sull’acqua – Un giallo ambientato a Orta” (Morellini) e quella della giuria dei critici a Renato Banco per “Quel primo bacio” (Interlinea).





