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Grido d’allarme delle Rsa del Vco: “Situazione ormai insostenibile”

Ritardi nei risultati dei tamponi, carenza ed emorragia di personale stanno aumentando il rischio sanitario e compromettendo i livelli di assistenza delle strutture

“La situazione che noi RSA stiamo vivendo sta diventando o è già diventata insostenibile. È un vero e proprio corto circuito sanitario-amministrativo quello che stiamo vivendo”. È il grido d’allarme lanciato da Rino Bisca, Sergio Merletti e Cecilia Quagliaroli, direttori di residenze per anziani del Vco.

Ritardi nei risultati dei tamponi, carenza ed emorragia di personale i problemi più gravi, come già segnalato da più parti nei giorni scorsi. E i dirigenti delle strutture per anziani si sentono abbandonati, in balia di una seconda ondata che rischia nuovamente di travolgere i luoghi dove risiedono le persone più fragili e a rischio. “Come faranno le RSA -si domandano i direttori- a garantire l’adeguata assistenza in mancanza di personale, in un momento drammatico come quello che stiamo vivendo? Nessuno è in grado di fornire risposte e, tantomeno, un aiuto aldilà di generiche quanto inutili dichiarazioni pubbliche sul prezioso lavoro svolto dalle RSA. Peggio, talvolta si sente solo criminalizzare e additare le RR.SS.AA. come cattivi esempi senza conoscerle veramente”.

“L’unico strumento messo in campo dalla Regione Piemonte per aiutare le RSA -spiegano- è la fornitura di tamponi rapidi per lo screening periodico di tutto il personale e di tutti gli ospiti. Peccato che l’esecuzione dei test e la validazione degli stessi sia a carico del personale delle strutture” .

Infermieri e Operatori socio sanitari stanno abbandonando le strutture per andare a lavorare nelle Asl, dove contratti e condizioni di lavoro sono migliori e non c’è modo di rimpiazzarli. “Il paradosso è che le ASL dovrebbero costituire delle task force di Infermieri e OSS da mettere a disposizione delle RSA in difficoltà. Peccato che tale personale, in alcuni casi, è lo stesso che se ne è andato dalle RSA. Il mancato reintegro di Infermieri e OSS non dipende dalla volontà delle RSA: purtropponon sono presenti in numero sufficiente sul mercato del lavoro. La responsabilità è di incomprensibili scelte fatte negli anni passati sul fronte della formazione, sia universitaria che professionale, nonostante le reiterate grida d’allarme lanciate negli anni”. Commentano i dirigenti.

Per quanto riguarda i tamponi molecolari, quelli processati dal laboratorio analisi Asl Vco e obbligatori per certificare l’avvenuta guarigione di personale e ospiti, dalle strutture per anziani fanno sapere di stare vivendo una situazione “a dir poco surreale”. “Nonostante le norme prevedano un canale preferenziale per il personale sanitario e socio-sanitario -spiegano- l’esito dei tamponi si fa aspettare anche una settimana. Siamo pertanto costretti a ricorrere al lavoro straordinario o alla revoca delle ferie perché la certificazione della guarigione dei colleghi viene emessa con ritardi inaccettabili”.

Un ritardo nei risultati che espone le strutture ad un grave e drammatico problema sanitario: “Si rileva con una settimana di ritardo la positività di un operatore, spesso asintomatico, che nel frattempo ha lavorato. Con le conseguenze che ognuno può ben immaginare”.

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Pubblicato il 14 Novembre 2020

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