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“La mandava in giro nuda per il paese con la gonna strappata“: condannato a Varese a 5 anni e mezzo

Processo per maltrattamenti che vede alla sbarra un uomo accusato dalla ex fidanzata, “reazioni scomposte ogni vota che lei guardava un uomo”

tribunale varese

Episodi continui di gelosia che si spingevano nel campo della violenza, nell’impedimento di essere se stessa a partire dall’abbigliamento che se troppo discinto provocava qualcosa che andava ben oltre la scelta di gelosia. Comportamenti che andavano oltre le parole e trascendevano nei fatti.

Come quella volta che l’imputato è accusato di aver strappato la gonna alla compagna, sempre per gelosia, e di averla fatta andare in giro per il paese (siamo nell’Alto Varesotto) praticamente nuda. O di averle imposto di indossare la tuta. Particolari fra tanti, di quelle enumerati nella discussione dell’accusa, che ha qualificato secondo la corte il reato di maltrattamenti in famiglia costati una condanna a 5 anni e 6 mesi all’imputato, personaggio noto alle forze dell’ordine nel Luinese.

Una pena comunque più bassa di quanto richiesto dal pubblico ministero che aveva proposto 7 anni e 3 mesi di reclusione per via di quel comportamento aggravato poiché sovente adottato anche durante lo stato di gravidanza della donna, e protrattosi anche oltre: «Non la faceva uscire neppure con la carrozzina del figlio, dal momento che anche in quei frangenti vedeva occasioni per un tradimento», ha specificato oltre che il pm anche la parte civile del processo a cui va un risarcimento del danno in via equitativa per 10 mila euro. L’imputato è interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e dovrà pagare anche le spese processuali di costituzione di parte civile quantificate in alcune migliaia di euro.

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Pubblicato il 17 Dicembre 2024

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