Non c’è pace per il nucleo Rsa Covid di Premosello Chiovenda
Il sindaco Monti: “Il direttore Penna ufficializzi una volta per tutte se intende autorizzare l’apertura o meno”
Non c’è pace per il nucleo Rsa Covid di Premosello Chiovenda. L’armistizio siglato poco più di un settimana fa, fra Comune e Asl con la richiesta d’incontro avanzata dal sindaco Giuseppe Monti al direttore generale Angelo Penna, si è infranto questa mattina.
Il primo cittadino, stanco di aspettare ma soprattutto, lette alcune dichiarazioni stampa, ha preso carta e penna per lanciare una sorta di ultimatum : “ Il direttore Penna ufficializzi una volta per tutte se intende autorizzare l’apertura o meno. Diversamente ne prenderemo atto e, un minuto dopo, consegneremo i locali pronti per la Casa della salute, non gettando al vento un lavoro così importante “.
Quella di Monti è un denuncia in piena regola : “ Non capisco -dice- questo comportamento poco collaborativo verso questa iniziativa. Struttura realizzata con fondi privati ad opera di volontari e che in fase di realizzazione ha tenuto conto delle prescrizioni suggerite da tecnici dell’Asl, anche prima dell’inaugurazione “.
È un fiume in piena il sindaco premosellese. “ Siamo stanchi di aspettare. Devo sollecitare una risposta per onestà intellettuale verso tutti quei volontari e donatori che hanno contribuito ad aumentare il patrimonio immobiliare non del Comune di Premosello ma dell’Asl del Vco “. All’indirizzo del direttore Penna lancia una dura stoccata : “ Ricoprire una carica, con relativo stipendio e non a titolo onorifico, richiede anche l’assunzione di decisione e non una politica dello scarica barile. Il tempo della mediazione, dei tavoli tecnici sono finiti. Chiediamo una decisione “.
Le rimostranze del primo cittadino non finiscono qui. “ Voltando lo sguardo ai mesi passati -denuncia Monti- dico che mi sarei aspettato maggiore collaborazione anche nel periodo dell’emergenza Covid alla Riss. Sulla scorta di quanto vissuto chiedo che le Case di riposo non vengano più lasciate sole. Le Rsa non devono essere fanalino di cosa di nessuno. Non dobbiamo più supplicare per avere tamponi. Dobbiamo avere quanto ci spetta ed essere considerati al pari degli ospedali “.





