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L’allarme del Comitato Salute Vco: “La pandemia utilizzata per smantellare il Castelli”

“A nostro avviso la popolazione del Verbano e del Cusio non è cosciente del rischio. E ci chiediamo anche perché il Consiglio comunale di Verbania non si mobiliti”

Dietro la trasformazione del Castelli in ospedale Covid si starebbe consumando lo smantellamento dell’ospedale di Verbania a tutto vantaggio del San Biagio, diventato di fatto il solo ospedale generalista della provincia. È più di un timore, quello espresso nel pomeriggio di ieri nella conferenza stampa sotto i portici del municipio da Laura Sau (Verbania civica), Giovanni Battista Finocchiaro, Mariano Bolognesi e Bruno Lo Duca (Comitato Salute Vco).

“Indicativa al riguardo – ha detto Sau – la risposta della direzione generale Asl alla lettera del sindaco di Verbania inviata dopo la mia interrogazione in consiglio comunale. Il 12 giugno la Regione, su proposta dell’Asl, aveva deciso di concentrare tutti i 15 letti di Rianimazione del Vco a Domodossola. Progetto rimasto sulla carta solo perché non ci sono i soldi per ampliare il San Biagio. A ottobre, all’inizio della seconda ondata, l’Asl ha deciso di concentrare tutti i posti letto Covid a Verbania mentre in primavera erano ripartiti tra Verbania, Domodossola e il Coq di Omegna”. “Solo di fronte al montare della pandemia – è intervenuto Finocchiaro – sono stati attivati posti letto per pazienti Covid a Omegna dove sono rimasti solo 2 letti in Rianimazione. Di fatto per tutte le altre patologie i pazienti devono andare a Domodossola. È successo a un mio amico che, per la riduzione di una frattura, è stato trasportato prima a Domodossola, poi a Verbania e di nuovo a Domodossola. A quel punto ha preferito farsi trasferire a Milano”.

“Ci hanno tolto ortopedia, chirurgia, cardiologia, rianimazione – ha elencato Bolognesi -, adesso gira voce che trasferiranno il materno infantile a Borgomanero”. Voce, quest’ultima, peraltro smentita dalla direzione generale.

Al Comitato salute Vco sono convinti che i reparti trasferiti al San Biagio rimarranno anche a pandemia finita. “Abbiamo deciso di lanciare l’allarme – ha concluso Lo Duca – perché, a nostro avviso, la popolazione del Verbano e del Cusio non è cosciente del rischio. E ci chiediamo anche perché il Consiglio comunale di Verbania non si mobiliti coinvolgendo altri comuni come successo in passato. Se c’è batta un colpo. Il Castelli rischia di diventare un cronicario lasciando senza assistenza sanitaria adeguata 100 mila residenti nel Verbano e nel Cusio e 2 milioni di turisti nelle stagioni normali”.

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Pubblicato il 12 Dicembre 2020

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