Semi di canapa: quali sono le principali varietà
La canapa è una pianta dalle molteplici varietà; viene coltivata in tutto il mondo per produrre fibre, combustibile ed altri derivati
La canapa è una pianta dalle molteplici varietà; viene coltivata in tutto il mondo per produrre fibre, combustibile ed altri derivati. La filiera produttiva è attiva anche in Italia, grazie alla Legge n. 242 del 2016 (“Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa”) che consente la coltivazione, “senza necessità di autorizzazione” (art. 2) della Cannabis sativa Linneus, dalla quale è possibile ricavare: alimenti, cosmetici, semilavorati (fibra, canapulo, polveri, cippato, oli o
carburanti) e materiale organico destinato al sovescio, alla bioedilizia ed alla bioingegneria. La legge, inoltre, stabilisce che la canapa può essere utilizzata per ottenere “materiale finalizzato alla fitodepurazione per la bonifica di siti inquinati” oppure per realizzare coltivazioni a scopo didattico o dimostrativo.
Non molti sanno, però, che esistono diverse tipologie di piante di cannabis, ciascuna delle quali coltivate a partire da una specifica varietà di seme. Di seguito, vediamo quali sono e per quali caratteristiche si contraddistinguono.
Semi di piante fotoperiodiche
Le piante di cannabis fotoperiodiche sono quelle il cui sviluppo vegetativo è influenzato dall’esposizione alla luce solare o, meglio, dal fotoperiodo (ossia le ore di luce disponibili entro un arco di 24 ore). Prima della comparsa delle piante femminizzate o autofiorenti, le fotoperiodiche erano l’unica tipologia di cannabis disponibile. A differenza di quanto si possa pensare, però, non è la luce solare a favorire la crescita della pianta, bensì il periodo prolungato di buio, al completo riparo da stimoli luminosi. Le varietà fotoperiodica, per raggiungere uno sviluppo vegetativo ottimale, hanno bisogno di un determinato numero di ore di buio; per questo, vanno tenute al riparo da potenziale inquinamento luminoso. Le piante di cannabis appartenenti a questa categoria sono più difficili da coltivare ma assicurano un rendimento maggiore in quanto crescono in misura maggiore rispetto ad altre varietà.
Semi autofiorenti
Come si può facilmente intuire dal nome, i semi ‘autofiorenti’ danno vita a piante in grado di svilupparsi autonomamente, a prescindere dal periodo di esposizione alla luce solare. Le varietà di questo tipo vengono coltivate principalmente indoor ed hanno un ciclo vegetativo generalmente limitato a 3 o 4 settimane, nonché una resa complessivamente inferiore rispetto alle fotoperiodiche.
Semi femminizzati
Questa particolare tipologia di sementi consente di ottenere una coltivazione di piante femminili, ossia dotate di apparato riproduttore. Ciò consente alle piante femminizzate di sviluppare cime ricoperte da infiorescenze, nelle quali si concentrano i cannabinoidi (tra cui THC e CBD), i composti organici che caratterizzano la canapa e determinano molti degli effetti tipici dei suoi derivati. Le piante maschili, invece, non sviluppano fiori veri e propri ma soltanto delle sacche di polline. Dai semi di cannabis femminizzati nascono esemplari che rientrano nella categoria delle fotoperiodiche, in quanto necessitano di specifiche condizioni di luce per alimentare il proprio sviluppo vegetativo.
Dove acquistare semi di cannabis
I semi di cannabis possono essere reperiti facilmente non solo presso i negozi fisici ma anche online, rivolgendosi ad e-commerce specializzati come Prodotti Cannabis. Affidarsi a canali sicuri, trasparenti e tracciabili è fondamentale per godere delle opportune garanzie circa la sicurezza e la conformità del prodotto. Ciò nonostante, è bene tenere a mente che, ai sensi della già citata Legge n. 242 del 2016, i semi di cannabis (se destinati alla coltivazione) devono recare un’opportuna certificazione.
Se destinati al consumo alimentare, i semi devono contenere un tasso di THC inferiore o pari allo 0,2% (2 mg/kg), in conformità con quanto sancito da un decreto del Ministero della Salute. Qualora il prodotto presenti un tasso di principio attivo superiore, è vietato farne qualsiasi utilizzo, sia agricolo che alimentare; ad ogni modo, i semi possono essere acquistati a scopo puramente collezionistico o espositivo.





