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Come gli Stati europei affrontano la seconda ondata

In Germania gli amministratori locali chiedono misure più rigide, mentre in Francia si attende già un secondo lockdown. In Spagna con oltre un milione di contagi è scattato lo stato d'emergenza

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Il Coronavirus continua a diffondersi, e i nuovi casi di positività sono in aumento in tutto il continente, in quella che ormai da tempo si è iniziata a conoscere come la “seconda ondata” dell’epidemia. La situazione però varia da contesto a contesto, così come variano gli approcci dei vari paesi. Ecco come i principali Stati europei hanno deciso di far fronte alla risalita della curva dei contagi.

Germania

La Germania il 24 ottobre ha raggiunto il record di 14714 cittadini positivi al Coronavirus. In rapporto alla popolazione totale si tratta di numeri inferiori rispetto altri Stati europei e il monitoraggio dell’andamento del contagio procede meglio. I Lander hanno applicato misure di contenimento differenti che riguardano soprattutto limitazioni al numero di partecipanti agli eventi e l’obbligo o meno di mascherina sul posto di lavoro. In linea con la necessità condivisa da molti amministratori di garantire i servizi di istruzione, le scuole e gli asili sono aperti. Nonostante una vera e propria chiusura non si sia mai attuata in Germania, diversi amministratori hanno chiesto al governo federale misure di contenimento più rigide. Anche alcuni esponenti del mondo scientifico hanno sottolineato l’utilità di nuovi interventi a livello nazionale. Allo studio in questi giorni c’è un piano della cancelliera Merkel che prevede la chiusura di molte attività come bar, ristoranti, centri sportivi, teatri e cinema. Saranno vietati gli assembramenti e le manifestazioni pubbliche, ma le scuole e gli asili dovrebbero rimanere aperti.

Francia

La situazione sanitaria è più seria in Francia. Alle 20 di mercoledì 28 il presidente Emmanuel Macron annuncerà i nuovi provvedimenti decisi per frenare la seconda ondata di Coronavirus. L’ipotesi più probabile è quella di un nuovo lockdown nazionale di un mese. Potrebbero rimanere aperte le scuole elementari e medie. Si prevedono inoltre molte deroghe per chi non può lavorare a casa e la prospettiva di riaprire in tempo per il Natale. La strategia graduale e su base locale adottata finora è servita a poco, e il coprifuoco valido dalle 21 alle 6 non riesce a dare i risultati sperati. I numeri descrivono una situazione preoccupante, con quasi sette volte il numero di ricoverati Covid rispetto a quelli che si registravano il 17 marzo (primo giorno di quarantena).

Spagna

Con oltre un milione di casi confermati di Coronavirus, la Spagna ha dichiarato lo stato d’emergenza e domenica 25 ottobre ha predisposto il coprifuoco notturno in tutto il paese. Non ci si può spostare dalle 23 alle 6 del mattino, tranne che per motivi di lavoro, di salute, o per assistere anziani e bambini. Le regioni potranno modificare di 60 minuti l’orario di inizio e di fine del coprifuoco nel loro territorio. Potranno anche decidere di vietare gli spostamenti attraverso i loro confini, così come gli incontri con più di 6 persone non conviventi alla volta. più di 3 milioni di positivi a livello nazionale venerdì 23 ottobre.

Austria

Da venerdì 23 ottobre in Austria gli incontri al chiuso sono limitati a sei persone, mentre quelli all’aperto a un massimo di 12. Le limitazioni riguardano tutte le attività sociali come eventi sportivi, matrimoni e celebrazioni funebri. Non si è però applicato nessun coprifuoco. I lander federali potranno decidere di applicare ulteriori restrizioni nel momento in cui le ritenessero necessarie.

Paesi Bassi

Dal 14 ottobre in Olanda vige l’obbligo per tutte le persone oltre i 13 anni di indossare la mascherina sui mezzi pubblici così come all’interno di negozi, musei, stazioni, parcheggi coperti, stazioni di servizio e altri luoghi pubblici al chiuso. Il governo ha chiuso bar e ristoranti. Sono inoltre vietati i festival e tutti gli altri tipi di evento. Teatri, sale da concerto, musei, monumenti e cinema invece sono aperti. Tutti questi luoghi si possono frequentare solo su prenotazione o su richiesta, con un numero massimo di trenta persone per sito.

Belgio

Il modello belga delle cosiddette “bolle sociali” (piccoli gruppi di amici e familiari separati tra loro) già sperimentato durante la prima ondata non sembra essere più sufficiente. I contagi in Belgio tornati a salire già a settembre in concomitanza con la riapertura delle scuole. Per cercare di fermare l’aumento dei contagi il governo ha imposto nuove restrizioni, tra cui la riduzione del numero di persone ammesse alla bolla sociale. Tutti i bar e i ristoranti sono chiusi, e la vendita di alcolici è vietata dopo le 20. Anche in Belgio è attivo il coprifuoco tra mezzanotte e le 5.

Grecia

Da sabato 24 ottobre in tutte le zone arancioni e rosse della Grecia è obbligatorio l’uso della mascherina sia all’aperto che al chiuso. Stop anche alla circolazione notturna da mezzanotte e mezza alle 5. L’ingresso è contingentato per concerti e teatri, sale cinematografiche, sale da ballo, discoteche/cabaret/night club, sale di ricreazione/caffè con musica dal vivo e sale per concerti. Per i gruppi di oltre nove persone è vietato riunirsi in qualsiasi occasione sia pubblica che privata, sia all’aperto che al chiuso. In occasione di matrimoni, battesimi, funerali, i partecipanti potranno essere al massimo 20. Nelle aree a rischio inferiore è obbligatorio utilizzare la mascherina in tutti i luoghi al chiuso, mentre all’aperto solamente quando non è possibile mantenere almeno un metro e mezzo di distanza dalle altre persone. Per i trasgressori sono previste sanzioni di 150 euro.

Svezia

La curva dei contagi si è alzata anche in Svezia, dove martedì 27 ottobre si è registrato il numero di contagi più alto dall’inizio dell’epidemia. In realtà secondo gli esperti il picco raggiunto in primavera deve essere stato molto superiore, ma a causa della mancanza di test non è stato registrato. Nonostante questo, la settimana scorsa l’Agenzia della salute e la regione di Uppsala – dopo aver allentato le restrizioni per gli anziani – hanno invitato i loro cittadini a seguire regole più stringenti fino al 3 novembre 2020. Alla popolazione della regione di Uppsala è stato chiesto di evitare i trasporti pubblici, di rinunciare ai contatti fisici con persone non conviventi e di non partecipare a feste. La decisione include anche linee guida più rigide per le attività come negozi e impianti sportivi e i luoghi di lavoro. L’invito per i datori di lavoro è quello di favorire il lavoro da casa

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Pubblicato il 28 Ottobre 2020

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