Tecnico del Jrc costruisce 22 valvole per ventilatori d’emergenza
Antonio Piscia ha utilizzato le stampanti 3d nell'officina del centro di ricerca. Il materiale è stato consegnato il 15 aprile al direttore di Asst Sette Laghi
Una stampante 3d, tanta esperienza ma soprattutto la volontà di aiutare chi è stato colpito dal Covid-19: un tecnico del Jrc di Ispra ha costruito delle valvole per ventilatori di emergenza per donarle all’Ospedale di Circolo di Varese.
Il suo nome è Antonio Piscia, e da 15 anni lavora all’interno dell’officina del centro di ricerca. Normalmente, il suo compito sarebbe quello di assistere gli scienziati nelle loro ricerche, e costruire per loro piccole componenti meccaniche specifiche e difficili da reperire.
A causa dell’emergenza sanitaria, però, gran parte dei laboratori del Jrc sono chiusi, e la richiesta di componenti è calata molto. Ma Antonio non è rimasto a guardare. Il tecnico ha infatti deciso di cogliere l’occasione, e utilizzare le stampanti 3d che si trovano nell’officina per realizzare delle valvole da applicare ai ventilatori di emergenza utilizzati nella terapia dei malati di Coronavirus.
«Nelle settimane scorse – racconta Antonio Piscia – ho realizzato un prototipo di valvola e lo abbiamo portato all’Ospedale di Circolo di Varese per farlo testare e approvare. Nei giorni successivi ho prodotto altre valvole, che abbiamo consegnato ai medici, pronte per essere utilizzate».
Le valvole possono essere utilizzate nei ventilatori d’emergenza che l’azienda italiana Isinnova ha ideato a partire dalle maschere da snorkelling della Decathlon. Mercoledì 15 aprile il capo dell’unità logistica del Jrc Francesco Scaffidi-Argentina ha consegnato 22 di queste valvole direttamente al direttore generale di Asst Sette Laghi Lorenzo Maffioli e al direttore delle operazioni Giovanni Poggialini.
«I ricercatori del Jrc – commenta Francesco Scaffidi-Argentina – lavorano su diversi aspetti collegati all’emergenza Covid-19. Per quanto riguarda invece la sezione tecnica e servizi di supporto, siamo felici di essere in grado di aiutare le comunità locali e gli ospedali in ogni modo possibile».





