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Nuovo grido d’allarme di un lavoratore del comparto ferroviario merci

"Non trasportiamo quasi mai generi di prima necessità, rischiamo per nulla"

Riceviamo e pubblichiamo l’ennesima mail che denuncia una scarsa attenzione verso i lavoratori del comparto del trasporto merci. In questa mail, un dipendente, che preferisce rimanere anonimo, oltre a denunciare la mancanza di dispositivi di protezione personale, sostiene anche che la maggior parte della merce che viene trasportata non sia di prima necessità, quindi il trasporto potrebbe aspettare.

“Buonasera, ho letto un paio di articoli che illustravano alcuni problemi dal mondo ferroviario. Sono un dipendente di una grande azienda operante nel settore merci e vorrei anche io esternare le mie considerazioni.

Ad oggi nonostante le svariate richieste fatte alla nostra azienda siamo costretti ad operare senza NESSUNA tutela. Niente guanti, niente gel sanificante, niente mascherine, scarsa sanificazione dei luoghi di lavoro.

Le persone che operano negli uffici in qualità di personale di terra, svolgono parte del lavoro all’esterno, sui binari. Ma per la maggior parte del tempo svolgono mansioni burocratiche dentro un ufficio dove a malapena si può mantenere un metro di distanza. Ovviamente parte degli strumenti sono comuni come computer, telefoni, strumenti tecnici di lavoro. In queste condizioni un contagiato potrebbe rapidamente diffondere il morbo.

Anche per il personale viaggiante (i macchinisti) la situazione non è sicura. Oltre a non ricevere nessun dispositivo di protezione specifico, sono confinati in uno spazio chiuso che potrebbe avere la volumetria del ripostiglio di casa,le dimensioni interne di un’utilitaria. Questo per tutta la durata del turno. Però sono state emesse rassicurazioni che tra i due sedili sussiste la distanza di un metro (credo che non superi il metro e mezzo). Con l’aggravante che questo luogo non subisce alcun tipo di pulizia, men che meno di sanificazione.

È anche importante far sapere a tutti che il nostro contributo non è volto al trasporto di generi di prima necessità, questi hanno storicamente rappresentato la minima parte, un volume risibile, sul totale della merce movimentata. Noi tutti (e chi ci sta intorno) stiamo continuando a rischiare per trasportare merce che NON ha un fine utile alla risoluzione di questa situazione di emergenza.”

Via Confalonieri, 5

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Pubblicato il 22 Marzo 2020

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