“Taxisti fermatevi”: il consiglio di sindacati e associazioni delle auto bianche
Dura presa di posizione di sigle, cooperative e consorzi: "Impossibile garantire condizioni di sicurezza"
Sono parte del servizio pubblico di trasporto, ma in mancanza di garanzie minime adesso le loro sigle sindacali e associazione di categoria dei taxi sono concordi: «Sconsigliamo la prosecuzione del servizio».
La presa di posizione delle maggiori sigle ricorda «che tutte le ordinanze ministeriali e regionali, per i servizi pubblici di trasporto persone, hanno ordinato di garantire condizioni tali da non permettere la trasmissione del COVID-19 durante il servizio». Operazione difficile per i taxisti, se non altro perché è quasi impossibile tenere le distanze se in auto deve salire più di un cliente.
«Prendiamo atto che nessuna Istituzione a livello locale, regionale e nazionale ha tuttavia finora prodotto un protocollo sanitario né ha ritenuto di indicare e di mettere a disposizione minime dotazioni indispensabili per porre in sicurezza gli operatori ed i passeggeri».
Di qui l’indicazione per Milano e Lombardia, con l’invito a non proseguire il servizio, «in quanto non ci sono le condizioni di sicurezza né per il tassista né per l’utenza».
Il fronte è larghissimo e comprende sindacati, associazioni di categoria, consorzi: Tam, Satam, le sigle di categoria della CGIL Milano, della FIT-CISL ombardia e della UIL Trasporti, l’Unione Artigiani, Acai, Or.Sa. Taxi Milano, Taxi Service Milano, Uritax, UGL Milano, Lega Coop e Confcooperative Lombardia, Radiotaxi 4040, Radiotaxi 8585 Radiotaxi 6969.
Polizia e taxi in attesa. La stazione deserta e irriconoscibile





