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Addetti delle pulizie degli uffici postali da due mesi senza stipendio, le preoccupazioni del sindacato

Addetti delle pulizie degli uffici postali da due mesi senza stipendio, le preoccupazioni del sindacato

Ventotto addetti alle pulizie degli uffici postali del VCO non percepiscono stipendio da novembre scorso. E’ questa la drammatica situazione che Michele Piffero della Cgil ci ha raccontato al telefono. Per capire cosa sia successo, occorre chiarire alcuni passaggi. L’appalto per la pulizia degli uffici postali, indetto da Poste Italiane è stato assegnato alla cooperativa siciliana Global Service che si occupa degli uffici di Novara, Vercelli, Biella e del VCO. L'appalto scadrà a giugno 2018. Nel frattempo la Global Service ha smesso di pagare gli stipendi ai lavoratori e i sindacati sono intervenuti: ”Ci stiamo occupando delle questione col collega Giovanni Bivi” ha dichiarato Piffero: “I lavoratori stanno davvero passando un momento difficile. Non stiamo parlando di alti salari: si tratta di 400 massimo 500 euro al mese, ma per i lavoratori si tratta di una fonte di reddito importante, per alcuni l’unica del nucleo familiare. Abbiamo tentato prima un approccio con la Global Service, poi c’è stato uno sciopero, infine siccome le lavoratrici avevano in arretrato circa 12mila euro complessive tra straordinari, tredicesime, scatti di anzianità, abbiamo chiesto a Poste Italiane di bloccare i soldi dell’appalto. Global Service ha allora fatto un passo indietro, Poste Italiane ha sbloccato i soldi per consentire all’azienda di saldare gli arretrati, abbiamo firmato il verbale di conciliazione, secondo il quale entro il 15 gennaio avrebbero dovuto pagare appunto sia gli arretrati che le retribuzioni, ma purtroppo ad oggi non hanno pagato nulla. Adesso agiremo per via legale”.
Vi è anche un’altra questione che complica la situazione: dal 22 gennaio l’attività dalla Global Service è passata ad una nuova società di Udine, la quale impone delle condizioni davvero pesanti ed ulteriormente svantaggiose: vogliono infatti ridurre le ore di lavoro di un terzo e diminuire il rimborso chilometrico, un’assurdità considerando che molti uffici postali del territorio sono ubicati nei paesi montani lontani da raggiungere.
Ci rivolgeremo alla Regione e faremo il possibile – conclude Piffero -. Anche perché i lavoratori sono ormai logorati da questa situazione: col fatto che gli appalti vengano spesso affidate a cooperative esterne e che ognuna detti le proprie condizioni, la realtà lavorativa cambia di continuo e non si riesce a garantire ai lavoratori una certa stabilità né economica, né strutturale”.
 
 

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Pubblicato il 24 Gennaio 2018

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