Svizzera, l’UDC chiederà un nuovo referendum contro la libera circolazione dei lavoratori UE
Svizzera, l’UDC chiederà un nuovo referendum contro la libera circolazione dei lavoratori UE
BELLINZONA – I populisti dell'Unione democratica di centro (UDC) ci riprovano. Dopo la richiesta di tetti all'immigrazione e al lavoro frontaliere contenuta nel referendum del febbraio del 2014 e oggetto di una lunga trattativa tra Svizzera e Ue; il partito a metà mese intende lanciare una raccolta firme per una legge d'iniziativa popolare "per una immigrazione moderata". Obiettivo: porre fine alla libera circolazione delle persone tra Svizzera e stati membri dell'Unione Europea.
Lo ha anticipato nei giorni scorsi sulla tv della Svizzera tedesca SRF, il presidente dell'UDC Albert Rösti.
Se la legge d'iniziativa popolare dovesse andare a referendum e ottenere la maggioranza dei sì, la Svizzera regolerebbe in modo autonomo l'immigrazione e nessun nuovo accordo internazionale potrà essere concluso che conceda la libertà di entrare in Svizzera agli stranieri. Di conseguenza gli accordi internazionali, anche quelli già esistenti, dovrebbero essere rimodulati in base a questi principi dando al Consiglio federale un anno di tempo per negoziare la libera circolazione delle persone. Uno scoglio non di poco conto, visto che gli accordi bilaterali che contengono quello sulla libera circolazione, prevedono che se uno degli accordi conclusi fra la Confederazione e l'UE dovesse essere rescisso, anche gli altri sei (libera corcolazionedi capitali, merci ecc) verrebbero annullati.
Come riportato dalla TV della Svizzera Italiana: «Il consigliere nazionale Albert Rösti ha detto che l'immigrazione in Svizzera deve essere limitata e che la legge di applicazione della prima iniziativa lanciata "contro l'immigrazione di massa", accolta alle urne il 9 febbraio 2014, non risponde fedelmente alla volontà popolare. Con questa seconda iniziativa il governo non potrà evitare un’applicazione conforme alla proposta».





