Provincia, via al riequilibrio di 10 milioni entro il 2023, ma c’e’ l’incognita dei canoni idrici
Provincia, via al riequilibrio di 10 milioni entro il 2023, ma c’e’ l’incognita dei canoni idrici
VERBANIA – Via libera, dalla sola maggioranza in consiglio provinciale (Progetto VCO), alla manovra di rientro dal deficit pluriennale che avrebbe dovuto essere portata a termine entro il 2018 ma che il governo ha concesso di prorogare fino al 2023. La cifra, 10 milioni di euro, è arrivata dopo ripetute richieste di Giandomenico Albertella (Lago e Monti) nel consiglio provinciale di oggi pomeriggio. Ma dai calcoli, per ora, sono esclusi i 12 milioni di euro di canoni idrici arretrati. Per i quali, la provincia del Verbano Cusio Ossola, ha avviato un contenzioso con la Regione. Da Torino, il vicepresidente Aldo Reschigna, ha fatto sapere che al momento “non è possibile” esaudire la richiesta ma che è comunque disposto ad avviare una trattativa. Il presidente Stefano Costa ha letto la risposta ufficiale alla notifica della richiesta relativa ai canoni idrici. “Vuol dire – ha sottolineato Albertella – che, per ora, il riequilibrio è di 10 milioni ma, senza in canoni, salirà a 22. Come minoranze non possiamo metterci la faccia. Voi avete il diritto-dovere di farlo. Noi usciremo dall’aula”. “E’ la stessa cosa che avete fatto voi – ha ricordato Rino Porini, capogruppo di Lago e Monti – quando, come amministrazione di centrodestra varammo la prima manovra di rientro”.
Più duro Luigi Spadone (La Provncia per il territorio), nell’annunciare l’uscita dall’aula del suo gruppo: “Non possiamo avallare in alcun modo una manovra del genere, anche in considerazione dell’atteggiamento della Regione Piemonte che ci nega i canoni idrici. Sempre più convinto del passaggio alla Lombardia del VCO”.
E’ saltato il passaggio procedurale in assemblea dei sindaci, che avrebbe dovuto preludere ad una nuova seduta-lampo del consiglio per l’adozione definitiva della manovra. Il numero legale perché la seduta fosse valida era la metà più uno, 39 su 76. Ce n’erano solo 17. Inevitabile, dopo l’appello, il rinvio a giovedì 21 quanto in seconda convocazione sarà sufficiente un terzo. Dopo di che il consiglio potrà, sempre con i voti della sola maggioranza, procedere all’adozione definitiva.





