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Servizio postale nel VCO: la CGIL segnala carenze d’organico e troppi precari

Servizio postale nel VCO: la CGIL segnala carenze d’organico e troppi precari

VERBANIA – Un corposo elenco di richieste quello che nei giorni scorsi una delegazione composta dalla Segreteria SLC-CGIL, dai referenti dello SPI-CGIL e da lavoratori precari Poste Italiane nel VCO, ha posto al deputato Enrico Borghi e presidente nazionale dell’Uncem.  Al centro del confronto tre argomenti in particolare. Il primo è il protocollo sottoscritto da Regione Piemonte/ANCI e Poste Italiane S.p.A., che prevede l’attuazione di 6 zone geografiche sperimentali (tra cui il VCO), con l’intento di testare nuovi modelli d’erogazione dei servizi postali. Il secondo riguarda le carenze negli organici dove “su 138 addetti previsti negli Uffici Postali del VCO mancano almeno 35 sportellisti e ogni giorno si rischia una chiusura improvvisa o una riduzione dei servizi alla cittadinanza per la gravissima mancanza di personale”; quindi la delicata situazione dei precari: “Su 102 portalettere previsti nel VCO il 30% ha un Contratto a Tempo Determinato; sono laureati e diplomati, che attendono ormai da anni il pieno riconoscimento della propria dignità personale e lavorativa attraverso la conversione da eterni precari a Lavoratori a Tempo Indeterminato”.

Alla fine dell’incontro la rappresentanza CGIL e i giovani lavoratori precari del Coordinamento Regionale Piemonte hanno consegnato una loro memoria scritta.

L’Ufficio Postale (per salvarsi) deve diventare punto d’incontro per le esigenze di mobilità della popolazione locale e dei turisti, sostengono i sindacati che tra l’altro propongono che “Poste Italiane, gestendo e contribuendo finanziariamente (pulmini, call center ecc…), potrebbe veicolare forme pubblicitarie per l’azienda e per il turismo locale, arrivando anche a una sinergia con Alitalia (di cui è in parte proprietaria) per il collegamento VCO-Milano Malpensa.
Per questo si è formalmente chiesto all’On. Borghi di farsi carico affinché la proposta sia inserita nella sperimentazione per la Val d’Ossola di nuovi modelli di erogazione dei servizi postali
”.

In merito alla carenza di organiciabbiamo chiesto al Presidente UNCEM d’intervenire urgentemente con i vertici di Poste Italiane perché la situazione negli uffici postali del VCO da qui alla fine dell’anno rischia di diventare esplosiva, poiché lasceranno il servizio per pensionamento e esodi incentivati ulteriori 8 unità, portando al 40% la carenza di personale agli sportelli.
Va allargata assolutamente la platea del personale da assumere (oggi si attinge solo dalle liste speciali del collocamento), permettendo ai CTD sospesi dopo 30 mesi di recapito di proseguire l’esperienza lavorativa anche agli sportelli fino a 36 mesi e oltre, come prevede la riforma Renzi sul mercato del lavoro, aprendo così opportunità di nuove assunzioni di CTD anche agli sportelli e sbloccando i previsti passaggi di personale full-time dal recapito agli sportelli
”.

Sui precari: «In questo periodo lavorano 31 CTD (contratti tempo determinato) nel VCO (16 a Domodossola, 13 a Verbania, 2 a Omegna), con contratti rinnovati di volta in volta e compresi tra 2 e 30 mesi; ciò doveva servire per tamponare le assenze temporanee; in realtà da tempo si sopperisce invece alle carenze causate da pensionamenti ed esodi incentivati.
Abbiamo chiesto all’On. Borghi, innanzitutto, un preciso impegno affinché non sia dato corso alla paventata ripartenza del progetto di consegna della posta a giorni alterni nel VCO, che porterebbe ad inevitabili tagli agli organici dei postini, e nel contempo un pressing istituzionale e governativo per le politiche attive in Poste Italiane, al fine di assumere in modo definitivo questi giovani precari
».

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Pubblicato il 04 Dicembre 2017

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