Il sindaco alle minoranze di Baveno: nessun nuovo consiglio su Dup e partecipate
Il sindaco alle minoranze di Baveno: nessun nuovo consiglio su Dup e partecipate
BAVENO – La seduta del consiglio comunale di giovedì 28, che i capigruppo di minoranza Camilla Cordero Zacchera (Baveno Futura) e Marco Marchioni (Progetto Comune) avevano chiesto d’annullare, non verrà riconvocata con lo stesso ordine del giorno. L’ha confermato il sindaco, Maria Rosa Gnocchi, in margine alla conferenza stampa di ieri sulle politiche turistiche e i lavori pubblici: “Siamo tranquilli, abbiamo inviato tutta la documentazione al prefetto perché possa prenderne visione ed, eventualmente, farci sapere se dovremo modificare qualcosa ma non credo”. Il cavillo della discordia verteva sulla mancata indicazione di seduta straordinaria nell’avviso di convocazione. Una formula che consentiva di convocare la seduta con soli 3 giorni di anticipo. Anziché 5, come sostengono le opposizioni. Termine che non sarebbe stato rispettato perché tra sabato 23, il giorno dell’invio dell’avviso di convocazione, e giovedì 28, c’era di mezzo la domenica 24. I giorni lavorativi non erano più 5, come stabilito dalla legge per le sedute ordinarie, ma 4. “Spesso – commenta il sindaco – le polemiche si fanno su questioni di forma non di sostanza”.
Gnocchi replica anche alle accuse di Cordero Zacchera sulla poca trasparenza nella votazione a domicilio sul futuro della casa di riposo: “E’ vero che abbiamo rifiutato di abbinare il referendum alle politiche 2018. Ma sulla forma della consultazione, non abbiamo ancora deciso nulla. Stiamo per pubblicare il bando per un project financing per individuare il partner privato cui affidare la realizzazione, e la concessione per un congruo numero di anni di una nuova casa di riposo. Non sappiamo ancora se, ed eventualmente, quanti si faranno avanti. Non c’è, ovviamente, ancora un progetto. Tutto sarà fatto con la massima trasparenza a tempo debito. Se vogliono lavorare ad una scelta condivisa, le opposizioni, inizino a partecipare alla commissione consiliare competente. Le occasioni di confronto e condivisione non mancano”.





