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Cannero: i fumi degli aliscafi disturbano tutti, ma occorre tenerseli

"Non c'è soluzione", spiega il direttore della Navigazione Mantegazza "se non sospendere lo scalo"

Cannero: i fumi degli aliscafi disturbano tutti, ma occorre tenerseli “Non c’è soluzione”, spiega il direttore della Navigazione Mantegazza “se non sospendere lo scalo”

CANNERO – I residenti si arrabbiano, i turisti seduti ai tavolini del bar storcono il naso, poi se lo tappano. Tutta colpa di quei fumi neri e maleodoranti che gli aliscafi in partenza dallo scalo di Cannero producono, rimandandoli direttamente sulla passeggiata a lago. “E’ tutta l’estate che assito a questo spettacolo e che sento i commenti dei turisti indignati – spiega una residente – uno schifo. Mi chiedo solo se si possa fare qualcosa”.
Un problema che ogni anno si ripresenta uguale a se stesso a Cannero. Ma le soluzioni non ci sono, o meglio ce ne sarebbe una sola, la più drastica: saltare la fermata degli aliscafi a Cannero. “Non ci penso – dice il direttore d’esercizio della Navigazione Laghi, Gian Luca Mantegazza -. Ma potrei esservi costretto se perdurerà il malumore. Certo, sarebbe un peccato, perché l’aliscafo è un mezzo velocissimo, ed anche meno inquinante rispetto a un battello normale”. Meno inquinante? “Gli aliscafi producono il fumo nero nel momento in cui si alzano sulle acque, nella cosiddetta fase di decollo, quando il motore ha bisogno di una grande potenza per permettere al mezzo di sollevarsi. Da qui l’accesso di combustione che produce fumo – prosegue l’ingegnere -. Un fumo nero ma, per inciso, quasi senza particolati (le polveri sottili ndr). Una volta che il mezzo è partito la potenza dei motori si riduce fortemente, ed il consumo cala a livelli irrisori”. Non esistono filtri o sistemi che potrebbero ovviare il problema? “C’è un trucchetto, e c’è chi lo usa, perché questo problema è sentito anche in tante isole. Il trucco – prosegue Mategazza – sarebbe montare negli scarichi una sorta di spruzzatori ad acqua, che abbattono i fumi, rendendoli bianchi, ma rilasciano nel lago il residuo "nero", e dunque producono inquinamento nelle acque, che è assai più difficile da smaltire del fumo. Insomma, sarebbe solo una presa in giro prospettando una soluzione che è assai peggiore del problema”.
Problema, sia detto per inciso, che era stato sollevato anche da alcune autorità svizzere ma poi “anche loro si sono convinti che non c’è possibilità di ovviare”, conclude Mantegazza, aggiungendo che un milione d’euro per rinnovare i motori e renderli compatibili con le normative di sicurezza europee e internazionali, è quanto investito dalla Navigazione negli ultimi tempi.
    
 

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Pubblicato il 15 Settembre 2017

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